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cortonaview.jpgCortona

Il fascino di un universo di cultura, arte e natura


E dove non è vino non è amore;
né alcun altro diletto hanno i mortali. Euripide(480-406 a.C.)


Dall’alto della Fortezza Medicea, il panorama della Valdichiana che si schiude davanti allo sguardo è di straordinaria suggestione: il suo orizzonte immenso, che va ad accarezzare il Cetona e l’Amiata, le macchie argentee di ulivi, le processioni di imponenti cipressi, i campanili e le cupole di vetuste e superbe pievi, e poi le fattorie, le ville circondate da ordinate distese di vigneti, il tratto dell’argenteo specchio del Trasimeno che lambisce Castiglion del Lago; tutto appare quasi un naturale vestibolo all’incanto del colle, dove si erge Cortona con la sua storia mitica, con l’arte del Signorelli, del Berrettini, del Severini. Così non è possibile separare questa realtà sommariamente delineata dalle architetture e dal paesaggio della sua vallata o dai campi pettinati a vigneti e punteggiati di cipressi. In realtà Cortona è una città di valle. E se si vuole coglierne la struttura e afferrarne la compattezza e, al tempo stesso, l’apertura infinita, se si vuole avvertire il brivido della storia, proveniente dalle sue originali testimonianze etrusche, dalla francescana pace dei suoi eremi, dall’arte superba delle sue umili pievi; se si vuole scoprire il ruolo prestigioso di un paesaggio che forma e orienta i comportamenti umani; infine se si vuole coglierne la dinamica vocazione cosmopolitica, occorre visitarla con tranquillità, interrogarla con curiosità e con sentimento corteggiarla. E di questa città, conosciuta in tutto il mondo per le bellezze del territorio e per essere uno dei centri archeologici di maggior interesse per reperti della civiltà  etrusca, non si può trascurare uno dei tratti più significativi della sua storia produttiva. Tra le tante, la coltura della vite è una di quelle che maggiormente caratterizza il paesaggio cortonese e che appartiene alla storia di questa terra. Bisogna, infatti, arrivare agli Etruschi per trovare i primi produttori e consumatori di vino. La Toscana cominciò a produrre vino fin dal X.- IX secolo e i nostri antenati nel loro pantheon avevano anche il loro personale Dio del vino, Fufluns. Presso Etruschi, sin dal secolo VII a.C., il vino è presente nei simposi e negli usi cerimoniali e in seguito diviene bevanda diffusa e non solo tra gli strati aristocratici. L’amore e la cultura raffinata del vino in questa prestigioso territorio sono attestati dalle fonti letterarie, dal recente rinvenimento della Tabula cortonensis, dalle rappresentazioni figurate e dai corredi tombali, dalla testimonianza di Plinio il Giovane che parla di un pregiato vino bianco cortonese di nome Etesiaca, dall’interesse che, il buongustaio Papa Paolo III dimostrò verso i vini di Cortona, fino alle dichiarazioni di un intenditore di vini qual era Giosuè Carducci che, in una lettera alla moglie Elvira dell’8 dicembre 1886, così scriveva da Roma: “Ho trovato da un mio amico un vino toscano di Cortona stupendo: ne farò venire un barile…”. Da questa consapevolezza nasce il Consorzio DOC Cortona nella primavera del 2000 allo scopo di tutelare e controllare la qualità della produzione dei vini e promuoverne la conoscenza. Ne fanno parte 22 aziende. Tra queste figura la Fattoria Fabbri-Giannoni in località Montanare di Cortona: una complessa struttura architettonica che risale al XVIII secolo. A partire dal 1990, l’attuale proprietario, Marco Giannoni ha esteso la superficie investita a vigneto e realizza una qualificata produzione di Chardonnnay, Sauvignon, Cabernet, Syrah….Tutto qui viene realizzato con professionalità e passione e soprattutto nel rispetto dell’equilibrio ambientale e paesaggistico.

 

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Dall’alto dei suoi 585 m. Cortona si affaccia sul panorama vasto ed armonioso della Valdichiana, punteggiato da ville e casali, tra vigneti ordinati, testimoni dell’antica e storica prelibatezza dei suoi vini. E se Plinio il Giovane parla di un pregiato vino bianco cortonese di nome Etesiaca, il buongustaio papa rinascimentale, Paolo III, amava fare grandi provviste del prodotto di questi vigneti, mentre Giosuè Carducci trovava spesso la sua ispirazione poetica solo di fronte ad un bariletto dello "stupendo vino" di Cortona.
L’attuale dinamismo culturale della cittadina si evidenzia dalla presenza di numerose iniziative culturali. Il Tuscan Sun Festival, che con i suoi concerti e mostre porta a Cortona artisti di fama internazionale.
L’Associazione per il Recupero e la Valorizzazione degli Organi Storici della Città di Cortona che ha riportato alla luce la storia degli organi di Cortona come quello di San Francesco del 1483, e la scuola organaria il cui illustre esponente, Francesco d’Andrea, nel 1473 lavora con Lorenzo di Jacopo da Prato all’organo di San Domenico di Siena.
L’Accademia Etrusca, una delle più antiche e prestigiose accademie d’Europa.
Accademia degli Arditi, teatro progettato da Carlo Gatteschi nel 1854, su commissione di importanti famiglie cortonesi, è sede ormai da oltre un secolo e mezzo di importanti manifestazioni culturali e teatrali.

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